Motori fuoribordo


A 50 anni dall’inizio della produzione dei fuoribordo Suzuki e dopo oltre tre milioni di unità prodotte, la gamma del costruttore giapponese spazia senza soluzione di continuità da 2,5 ai 300 HP. Un’offerta basata su un elevato numero di blocchi motore con la filosofia che vuole ogni unità ottimizzata in termini di geometria e cubatura, per un range di potenza specifico. Un esempio eclatante è rappresentato nella fascia top di gamma, composta da cinque modelli V6 con bancate inclinate di 55°, e dove il DF300AP e il DF250AP – dotati del Suzuki Selective Rotation in grado di convertire, nell’eventualità di installazioni multiple, la rotazione dell’elica in direzioni opposte, evitando la necessità di acquistare un propulsore specifico con rotazione sinistrorsa - sono 4 litri di cilindrata, mentre i 250T, 225T e 200T cavalli hanno una cubatura ad hoc da 3.614cc.

Ad accomunare gran parte della gamma ci sono una serie di soluzioni tecniche raffinate come ad esempio il Lean Burn Control System, un sistema di controllo elettronico by Suzuki che a velocità costante ottimizza la miscela aria/carburante, per un rilevante contenimento dei consumi e delle emissioni nocive.

Scendendo fra i middle size troviamo le unità termiche a quattro cilindri, che vedono al vertice i 2.867 centimetri cubi dei 200/175/150 HP, con il DF200A e il DF175 distinti da un ottimo rapporto peso potenza, che possono essere richiesti con il sistema di distribuzione a fasatura variabile. In particolare i due propulsori da 200 HP, identificati dalle sigle DF200A e DF200AP, sono i più leggeri oggi presenti sul mercato – il loro peso di 225 kg è inferiore di circa il 12% rispetto a un V6 – e rappresentano lo stato dell’arte per fuoribordo di pari potenza. La cilindrata delle unità termiche è di 2.867 cc, dunque sono dei veri “Big Block”, che si caratterizzano per avere sia il rapporto di compressione sia il rapporto degli ingranaggi al piede più elevato nella loro categoria, peculiarità tecniche che consentono loro, grazie a valori di coppia elevati già ai bassi règimi, accelerazioni fulminee, decisamente più brillanti rispetto ad altri 200 HP. Su tutton sistema di monitoraggio di tutte le funzioni e controllo interno dei parametri operativi in tempo reale per garantire la massima affidabilità.

A seguire c’è un due litri declinato nelle tre potenze da 140, 115 e 100 HP, un 1.500 per i DF90A, 80A e 70A e i tre cilindri 941 di cilindrata che realizzano le potenze di 60, 50 e 40 cavalli, sempre con alimentazione a iniezione elettronica.

Tale caratteristica è presente anche sui fuoribordo portatili che utilizzano l’unità termica a tre cilindri da 490cc, cioè i pluripremiati DF30A e 25A, che nella loro categoria risultano i fuoribordo più leggeri sul mercato, e poi i bicilindrici da 327cc, il DF20A e il 15A, per finire al DF9.9B. Questi ultimi cinque modelli adottano un esclusivo sistema di alimentazioni a iniezione che per funzionare non necessità di batteria, altra caratteristica tecnologica esclusiva Suzuki.

Tre invece le cubature dei fuoribordo Suzuki più piccoli, tutti dotati di alimentazione a carburatore: un bicilindrico da 208cc per il DF 9.9A e il DF8A; un 138cc per i nuovissimi DF6A/5A/4A, lanciati in anteprima mondiale al Salone Nautico di Dusseldorf 2016 - per loro è stato sviluppato un sistema di alimentazione e di lubrificazione che permette di riporre il motore sui lati destro, sinistro e frontale, senza causare perdite di olio o carburante, inoltre sono i più leggeri del mercato con soli 23,5 kg di peso; un monocilindrico di soli 69cc per il più piccolo della gamma, il DF2,5, un vero peso piuma di solo 13,5 kg.


 

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